Con il termine tarsia si indicano i rivestimenti pavimentali, parietali o facenti parti di mobili, in cui sono impiegati sottili lastre di pietra e marmi colorati, tagliati e incastrati fra loro, per ottenere immagini o decorazioni all’interno di una superficie compatta. Nella tarsia fra un elemento e l’altro non affiora il letto di base come accade in tutti i tipi di mosaico. La tarsia risale all’epoca sumerica e nei secoli si diffonde a partire dall’Asia Minore. In epoca romana, marmi provenienti da tutte le province dell’Impero venivano assemblati secondo schemi geometrici o ricreando splendide scene, figure animali e volti umani realizzati con perizia assoluta dai maestri dell’”opus sectile”. L’età bizantina e soprattutto il medioevo hanno spesso riutilizzato a loro volta i marmi romani: le colonne di porfido, le finiture di marmi serpentini, i rivestimenti giallo intenso di marmi numidici furono strappati ai monumenti di cui facevano parte e, tagliati in tessere di forma regolare, assemblate secondo schemi geometrici, a creare autentici tappeti di pietra. Una scuola di artefici romani, i Cosmati, si specializzò in questo tipo di lavorazione, che si può ancora ammirare, ad esempio, nel pavimento della chiesa romana di S. Maria in Cosmedin.
Altri articoli di Tecniche artistiche
Pergamena
Pelle di agnello (ma anche di pecora, montone, capra) macerata nella calce, quindi raschiata, tesa e seccata per renderla liscia e traslucida. Dopo essere stata...
Continua a leggere
Aerografo
Brevettato a fine Ottocento, l’aerografo è divenuto strumento di alta tecnica ed efficacia. Il colore fuoriesce sotto forte spinta dall’ugello sul puntale dell’apparecchio, posandosi sulla...
Continua a leggere
Calligrafia
La calligrafia è l’arte della scrittura ornamentale. La tecnica scrittoria era molto considerata nel mondo antico, tanto che nelle civiltà orientali assumeva significati sapienziali ed...
Continua a leggere

