È uno dei due pezzi di metallo usati per battere una faccia di una moneta. Un conio contiene la versione “incusa” dell’immagine che deve essere impressa sulla moneta. Per comprendere a cosa somiglia la versione incusa, premi la moneta nella plastilina o nella cera e osserva l’immagine invertita che ne risulta. I coni moderni sono fatti in acciaio indurito e sono in grado di produrre molte centinaia di migliaia di monete prima che siano ritirati e segnati per renderli inutilizzabili. A “conio” si possono però preparare altri oggetti piani che non siano monete. Si parte da un modello in cera con dimensioni maggiori rispetto a quelle dell’opera che intende realizzare; dalla cera ricava il modello in gesso. Successivamente si ottiene, con la tecnica della cera persa, il modello in bronzo. Attraverso il pantografo tridimensionale il modello è riprodotto nella grandezza desiderata su un tassello di acciaio. A questo punto si è ottenuto lo stampo o punzone, che riproduce in positivo la stessa figura della medaglia. Per poter iniziare questa fase, è necessario prima ottenere uno stampo in negativo della figura da riprodurre: il conio. Per questa operazione sono necessarie delle presse di elevata potenza. Si tratta infatti di ricavare il conio tramite la pressione, acciaio contro acciaio, del punzone ripassato sul conio.
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