Il termine digitale indica che non esiste più la necessità di procedere alla realizzazione di una forma da stampa fisica, ma che si può comunque giungere a un prodotto stampato direttamente dai dati digitali (testo e immagini) preventivamente codificati all’interno di un elaboratore elettronico, ovvero un computer. A fianco delle tecniche di stampa tradizionali, la stampa digitale si sta sviluppando sfruttando i principi della elettrofotografia o xeriografia già conosciuti e applicati in tutte le fotocopiatrici. In tali nuovi sistemi in ogni ciclo di stampa la matrice digitale, «scritta» utilizzando sistemi a modulazione di un raggio laser, deve essere rigenerata e ciò significa che, se si riscrivono gli stessi dati, si avranno più copie uguali, mentre se si inviano dati diversi (per es. quelli relativi a una sequenza di pagine di un libro) si avrà la stampa dell’intero libro. La stampa digitale, quindi, si concretizza in una stampante collegata a un elaboratore elettronico che da questo riceve tutti i dati necessari alla stampa. Può essere dotata di piegatrice e fascicolatore in linea e produrre quindi stampati completi e allestiti. Già oggi più della metà di tutti i lavori a stampa hanno una tiratura inferiore alle 2.000 copie e stiamo assistendo ad un cambiamento epocale la tendenza a passare dalla stampa offset alla stampa digitale.
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