L’intarsio in scagliola nasce nel Seicento a Carpi, una cittadina del ducato estense con una forte tradizione artigianale. La scagliola è una varietà di gesso naturale, la selenite, presente in abbondanza sull’Appennino modenese e reggiano. Per essere lavorata, essa deve essere cotta ad alte temperature (circa 300 gradi), macinata finemente e passata al setaccio. Gli impasti in scagliola imitano qualsiasi tipo di marmo; con una complessa tecnica che utilizza solo materiali “poveri”, come acqua, gesso, olio di lino e intelaiature di sottili cannucce, gli artigiani di Carpi hanno elaborato un tipo di intarsio che imita i preziosi commessi in pietra dura che si realizzavano nelle botteghe granducali di Firenze. Questa tecnica permette di realizzare lastre per tavoli e consolle con intarsi raffiguranti paesaggi, particolarmente apprezzate e acquistate dai viaggiatori inglesi dell’Ottocento.
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