Impasto di argilla di colore tendente al rosso, per la presenza di ossido di ferro, modellato e cotto al forno. Si differenziano diverse fasi di lavorazione. Una volta modellato l’oggetto nell’argilla, si passa all’essiccazione dello stesso: questa fase permette di stabilizzare il materiale cosicché non si deformi. L’oggetto essicato passa alla cottura. La prima cottura attorno ai 900 gradi prende il nome di “biscotto”, la cottura riduce il volume dell’oggetto. Solitamente l’oggetto in terracotta viene decorato; le tecniche di decorazione variano anch’esse, dall’incisione, al rilievo, alla pittura ecc. Si hanno ritrovamenti di vasellame in terracotta già dall’epoca neolitica e successivamente fu una tecnica estremamente diffusa nelle civiltà dell’area mediterranea; ma non solo, nel III sec. a.C. l’imperatore cinese Shi Huangdi fece costruire un intero esercito di soldati in terracotta. La terracotta ebbe applicazione anche in campo architettonico e plastico. Dai sarcofagi alle statue etrusche, nonché nella decorazione dei templi. Dopo un impiego significativo nel Quattrocento, la terracotta venne, nei secoli a venire, utilizzata soprattutto per i bozzetti che per vere e proprie opere d’arte.
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